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Associazione Culturale Domenico Modugno official site




Per comprendere in tutta la sua vera portata culturale ed artistica la vita e la enorme produzione di Domenico Modugno, bisogna, anzitutto, fare riferimento ad alcuni avvenimenti ambientali, sociali e storici, oltre a quelli strettamente personali, che si collocano al di là del proprio temperamento, della sua innata capacità di essere uomo di spettacolo, protagonista incontrastato della canzone italiana e del teatro del suo tempo, fatti che hanno influenzato in positivo la sua continua ricerca di spazi poetici e musicali. Domenico Modugno nasce a Polignano a Mare in provincia di Bari il 9 gennaio 1928, da Cosimo e Pasqua Lo Russo, ma da qui viene portato via nel 1934, a soli sei anni, dopo aver terminato la prima classe di scuola elementare, una età in cui i suoi affetti sono tutti racchiusi in casa, tra papà, mamma, i suoi due fratelli maggiori Tonino e Giovanni e la sorella Teresa. Un posto libero di Comandante dei Vigili Urbani da poco istituito, una domanda di partecipazione, due soli candidati, una selezione per titoli, una scelta e un trasferimento. Inizia così la storia di Domenico Modugno a San Pietro Vernotico, un paesino del sud Italia, troppo "stretto" per l'indole vulcanica e aperta del Nostro cantautore" (da DOMENICO MODUGNO, San Pietro Vernotico, un paese "troppo stretto", di Cesare Augusto Marangio, Edizioni Minigraf- 2007). Siamo nel 1934 e il Comune di San Pietro Vernotico delibera di nominare il Sig. Modugno Cosimo fu Vitantonio, Comandante delle Guardie Urbane; qui la famiglia si trasferisce alla fine di luglio e nell'anno scolastico 1934-35 l'alunno Domenico Modugno frequenta la seconda classe elementare e poi la Scuola Inferiore (Scuola Media) da privatista, in quanto la guerra in atto limita lo spostamento dei ragazzi a Lecce e a Brindisi. Ed è proprio a San Pietro Vernotico che Modugno manifesta le sue tendenze artistiche rivolte verso la musica e il teatro, attività molto sentita in questo paese, ancora oggi sede di un Concorso Teatrale  coordinato dalla nostra Associazione Culturale e che vedrà Mimino Modugno, come viene chiamato a San Pietro Vernotico, protagonista in una commedia presso il Teatro Palme nel 1951. Successivamente affronta gli esami per entrare nell'Istituto Commerciale "G. Costa" di Lecce, ma viene " riprovato", per cui si iscrive presso l'Istituto Magistrale "P. Siciliani" di Lecce senza completare gli studi. Nel 1942 inizia a frequentare, ma senza riuscire a diplomarsi, tanto che all'inizio del 1947, anche perchè l'esperienza presso il Magistrale di Lecce sembra del tutto abbandonata, papà Modugno torna alla carica e cerca di convincere il figlio a sostenere, da privatista, gli esami di ragioneria a Brindisi. Il giovane Domenico non può ribellarsi alle pressioni della famiglia fortemente preoccupata dei suoi insuccessi scolastici e, quindi, decide di tentare ancora una volta la strada del diploma di ragioneria. Mimino, riconoscendo le ragioni del padre e non avendo molti argomenti da opporre in sua difesa, poichè ha già perduto parecchi anni di studio, decide di accontentarlo: si presenterà da privatista presso l'Istituto Tecnico "Marconi" di Brindisi e viene ammesso a frequentare l'ultimo anno per conseguire il diploma. Quando tutto sembra essere risolto e sembra che la sua carriera di " ragioniere" fosse avviata a soluzione, Mimino Modugno nel 1947 decide di partire per quella Torino tanto decantata negli ultimi tre anni, quella meta dove può trovare risposte concrete di lavoro, quella Torino sede della Fiat, dell'Università verso la quale si dirigono anche molti studenti dell'Italia meridionale, ma soprattutto sede della Rai. Torino, per Mimino Modugno, rappresenta la Rai, la città che offre maggiori possibilità nello spettacolo teatrale, una occasione da non tralasciare, per cui, come nella sua indole vulcanica e immediata, decide di lasciare S. Pietro Vernotico e di iniziare la sua " avventura " artistica. La sera del 5 novembre 1947, Mimino Modugno incontra, in via Brindisi, Fernando Lomascolo, il primo amico della scuola elementare, di quando, nel lontano 1934, era giunto a San Pietro Vernotico, ed era stato messo in seconda classe ; come è nel suo stile, immediato, perentorio, deciso, comunica all'amico, ormai prossimo studente dell'Istituto d'Arte a Firenze, il proprio progetto.